Vital Sign ed Esercizio Fisico come medicina. In quale misura fa davvero bene allenarsi?

“L’esercizio fisico è medicina” è uno slogan sempre più comune. Questo è sempre vero?

L’elenco dei benefici per la salute che derivano da un regolare esercizio fisico è in continua crescita.

L’esercizio controlla il peso, contrasta la cattive condizione di salute e le malattie, migliora l’umore, aumenta l’energia quotidiana, favorisce il buon sonno, stimola la libido e può essere divertente e sociale.

Riconoscere che una “terapia” così semplice può avere benefici di così vasta portata significa che gli operatori sanitari alleati dovrebbero promuovere, registrare e monitorare le abitudini di esercizio dei pazienti.

Come valutare qualitativamente il comportamento fisico? Tramite l’EVS.

L’EVS è una protocollo d’indagine studiato dall’ACSM per raccogliere i dati relativi alla quantità e qualità dell’attività fisica settimanale svolta.

Quanto è sufficiente per avere un Vital Sign positivo?

Molte persone sono piacevolmente sorprese nell’apprendere che non ci vuole un grande sforzo per ottenere un’enorme quantità di benefici.

Idealmente, bastano 30 minuti di camminata veloce svolti per 5 volte a settimana, abbinati a 2 sessioni di esercizi a corpo libero (lavoro muscolare lattacido) mirati ad alcuni grandi muscoli (pettorali, dorsali, glutei, muscoli posteriori della coscia, quadricipiti e polpacci) consentiranno alla persona di ottenere i massimi benefici per la salute dall’esercizio.

C’è rischio di esagerare? Probabilmente sì.

Il rischio è legato all’eccesso di volume e/o intensità legato molto alle tendenze sempre più diffuse in campo sportivo amatoriale/dilettantistico, per l’endurance e gli allenamenti ad alta intensità reiterata.

Lo studio danese sui corridori

Uno studio prospettico osservazionale danese su 1098 corridori sani e 3950 non corridori sani, seguiti dal 2001, ha mostrato un’importante correlazione tra mortalità per tutte le cause, quantità di jogging osservata in base al ritmo, alla quantità e alla sua frequenza.

I runner “estremi” hanno un tasso di mortalità non statisticamente diverso dal sedentario non sportivo

Questo documento, pubblicato nel 2015 (The Copenhagen City Heart Study JOURNAL OF THE AMERICAN COLLEGE OF CARDIOLOGY VOL. 65, NO. 5, 2015), ha mostrato che i corridori “leggeri e moderati” hanno una mortalità inferiore rispetto ai non-jogger sedentari.

Tuttavia, i runner che esagerano le loro performance hanno un tasso di mortalità non statisticamente diverso dai controlli che non fanno jogging.

La parte inferiore della curva è stata individuata tra 1 e 2,5 ore di jogging a settimana, con non più di 3 giorni di corsa a settimana, a un ritmo lento o medio.

I corridori più estremi sono stati invece definiti, nel picco della curva, come quelli con un’andatura di corsa di > 5,3 minuti/km (11,27 km/h) per un tempo totale di > 4 ore/settimana.

Ricordiamo però, che il concetto di “esagerazione” è anche correlato alla preparazione di base della persona e alla potenziale sovrastima delle capacità e sovrastimolo per durata e/o intensità.

Non solo nel jogging

Diversi altri studi che utilizzano valori quantitativi e qualitativi dell’esercizio diverso dal jogging, hanno mostrato curve e risultati simili e sovrapponibili.

Che conclusione ne traiamo?

L’opinione corrente è quindi che ci sia un limite massimo di esercizio per ottimizzare i benefici cardiovascolari e la longevità, per far sì che l’esercizio mantenga il valore positivo sulla nostra condizione di salute.

Come dovrebbe essere registrato il giusto e sano grado d’esercizio?

Un Esercizio in buon Vital Sign (EVS) può essere semplicemente calcolato e inserito nelle registrazioni del paziente/cliente come i minuti totali svolti a settimana e la sua qualità/intensità.

Esempio formula di calcolo EVS (Vital Sign)

1 -In media, quanti giorni alla settimana ti impegni in esercizi da moderati a faticosi?
2 -In media, quanti minuti dedichi all’esercizio a questo livello?
Calcolo: 1*2 = minuti totali a settimana di attività fisica = EVS

Questo calcolo va rapportato alla qualità di vita produttiva del soggetto per trarne il corretto consiglio.

Non solo EVS

L’EVS dovrebbe essere affiancato ad altre misurazioni di base del paziente/cliete come altezza, peso, indice di massa corporea (BMI), circonferenza addominale, pressione sanguigna, alcol e storia di fumo. Numerosi studi nordamericani hanno concluso che l’ EVS ha validità discriminante per la salute ed è una valida misura standardizzata per monitorare e suggerire l’attività fisica adeguata alla popolazione.

EVS e supporto digitale “wearable”

Gli strumenti digitali di monitoraggio dell’attività fisica (wearable fitness, smart watch, sport watch, …), possono essere un valido e pratico strumento di monitoraggio della qualità e quantità degli stimoli allenanti e comportamento proattivo dell’individuo.

Fonti: ACSM https://www.exerciseismedicine.org

Vedi anche: EVS e Mortalità nel Covid grave https://www.exerciseismedicine.org/support_page.php/stories/?b=959

Live and think Healthy!

“Vital Sign ed Esercizio Fisico come medicina” a cura di David Bertoli – Personal Master Trainer, Online Coach, Nutritional Sport Consultant, Lifestyle & Wellness Coach, Health Coach.

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