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Elettrostimolazione, Performance e Dimagrimento? Forze e Limiti

Elettrostimolazione, Performance e Dimagrimento? Forze e Limiti.

David Bertoli – Master Personal Trainer, Lifestyle & Wellness Coach, Nutritional Sport Consultant, Health Coach, Performance & Sport Consultant.

Di seguito una disamina delle caratteristiche e applicazioni riconosciute come valide ed efficaci, riguardo uno strumento ben conosciuto dagli esperti del settore sportivo, del recupero funzionale e che cerca da sempre la sua applicazione anche nel campo dell’estetica e del dimagrimento.

Situazioni in cui in base le evidenze scientifiche, l’elettrostimolazione si può rendere utile ed efficace:

– Recupero dal’infortunio e dall’allettamento;

– Recupero da lesioni articolari, muscolari e da denervazione muscolare;

– Condizione di Sarcopenia (riduzione della muscolatura in età geriatrica);

– Gestione di più patologie minori del sistema muscolo/tendineo/articolare;

– Coinvolgimento selettivo di alcuni capi muscolari, per le condizioni sopraelencate.

Situazioni in cui la letteratura scientifica segnala la non efficacia o convenienza all’utilizzo:

– Aumento della forza, non dimostrato;

– Adattamento duraturo di tonificazione muscolare, non dimostrato;

– Dimagrimento, non dimostrato;Stimolazione del sistema neuroendocrino/lipolitico/iperftrofico, non dimostrato;

Le Ricerche in merito

Il mondo scientifico da anni ne studia le caratteristiche, pregi e difetti, le applicazioni, dalla pratica sportiva a quella estetica e della salute.

Di seguito alcune autorevoli considerazioni.

Canadian Journal of Physiology: “nessuna significativa differenza è stata rilevata nella performance sportiva, tra stessi atleti allenati con e senza elettrostimolazione”;

Brioli“nessuna significativa differenza nella prestazione alla leg extension tra stessi sciatori sottoposti a training con e senza elettrostimolazione”.

Bosco: “l’utilizzazione degli stimoli elettrici per migliorare le caratteristiche neuromuscolari di atleti è da sconsigliare categoricamente.”

Quali i motivi di queste perplessità e suggerimenti?

Quali sono quindi le caratteristiche che non troviamo o che sono addirittura sconvenienti nelle pratiche con utilizzo  di elettrostimolazione, ai fini sportivi, metabolici ed estetici?

Particolarmente le seguenti:

Non coinvolgimento del sistema nervoso centrale;

Non stimolazione della risposta ormonale adattativa (“effetto cascata” lipolitica, ipertrofica, endorfinica);

– Nella pratica estetica e del benessere, basso/minimo impatto sul Consumo di Ossigeno (Vo2) utile alla lipolisi;

– Assenza o dell’aumento del consumo di ossigeno (Vo2) e conseguente ridotto/irrilevante effetto lipolitico intra e post stimolazione. Basso impatto quindi sull’EPOC (basso aumento Vo2 post esercizio) e quindi metabolico ai fini dimagranti;

Ridotto impatto sull’aumento della massa e tono muscolare adattativo. Il muscolo coinvolto lavora solo accorciandosi. Abbiamo con l’elettrostimolazione solo la presenza di contrazioni muscolari solo concentriche, indotte perifericamente e non eccentriche, il quale è fattore essenziale di sviluppo tonico/muscolare;

Aumento del tessuto connettivo causato dalle contrazioni concentriche (solo in accorciamento), il quale è un tessuto metabolicamente inerte e rigido ai fini estetici, il quale non “consuma calorie” durante e dopo il trattamento;

Nella pratica sportiva e del benessere, risulta sconveniente lavorare prevalentemente sul connettivo, tramite il solo accorciamento delle fibre, favorendo infortuni da irrigidimento/accorciamento delle fibre (contratture, stiramenti, strappi in estremo, “grumi estetici”);

– Nella pratica sportiva pesante, abbinato a carichi di lavoro “pesante”, vengono inibiti i meccanismi di difesa e autoproduzione delle fibre muscolari (OTG – Organi Tendinei del Golgi). Rischio di eccesso di carico di contrazione muscolare e di infortunio.

Sospetto effetto “confusione” degli schemi motori, dato dal lavoro in esclusione/limitazione del circuito centrale e degli schemi di sinergia muscolare, tipico dell’elettrostimolazione. Fattore favorente l’infortunio, distrazioni muscolari e articolari,  soprattutto negli sport di velocità o che richiedono un notevole “imprint” tecnico motorio;

Sospetta riduzione di forza contrattile del muscolo per diminuita sensibilità all’Acetilcolina, importante neurotrasmettitore responsabile della contrazione muscolare;

Se abbinata a contrazioni volontarie del gesto sportivo (riscontrato in atleti di atletica), aumentato rischio di lesioni tendinee;

Se con eccessiva stimolazione, per frequenza, volume e intensità, di rendere inerti le fibre muscolari compromettendone la capacità contrattile utile alla prestazione (Studi di De Vriers – Rischio di “bruciare le fibre muscolari”);

Tendenza alla conversione delle fibre da rapide a resistenti, abbassando il dispendio metabolico a riposo derivante dalle prime (Viraggio Metabolico), oltre che alla prestazione se ricercata come forte vede esplosiva;

Nel grande utilizzo,  segnalato il rischio di Rabdiomiolisi (rottura delle fibre muscolari). Alcune pratiche associate ad elettrostimolazione profusa, prevalentemente ai fini estetici, sono state purtroppo associate ad infortuni, spesso causati dall’eccesso di somministrazione dello stimolo (intensità/frequenza) e dalla profusione stessa su grandi distretti corporei;

Nel grande utilizzo, se associato all’isometria prevalentemente, segnalato il rischio di carico renale a carico dell’aumento della concentrazione di mioglobina come effetto della somma tra i due fattori.

NOTE E CONSIGLI

Si ricorda che la tecnica nasce per essere applicata distrettualmente e gli studi sulla sua innocuità su ampie regioni, tra le quali anche quelle toraciche, non sono ancora approfonditi.

Si consiglia di non sottovalutarne l’utilizzo, forse utile per motivare i molti neofiti che preferirebbero associare il “non movimento” al risultato estetico.

Non si vuole spaventare eccessivamente o allontanare dal sano utilizzo dello strumento, utilie per le sopraelencate specifiche ma sicuramente mettere in guardia per l’utilizzo associato ai gesti sportivi, al suo abuso e all’utilizzo per percorsi estetici che ne favoriscano il grande/prevalente utilizzo come unica chiave al risultato.

Può essere giusto, per esempio, il suo utilizzo per avvicinare alle tematiche di interesse, soprattutto  ai fini della “prima motivazione al fare” il soggetto meno avvezzo al movimento, ma non è da prendersi come unica ed efficace in assoluto innocua,  in sostituzione di quello che è concretamente e positivamente adattativo ai fini organici, estetici e per la salute. L’atto motorio vero e proprio.

N.B. Si rimanda l’utilizzo inoltre alla valutazione del medico e al suo parere, soprattutto se in presenza di fattori di rischio circolatori, pressori, cardiaci e cardiovascolari, presenza di protesi e pace-maker. Le ischemie muscolo/circolatorie prodotte dall’isometria associata alla stimolazione elettrica indotta, possono non essere adatte a tutti.

Considerazione tecnica:

E’ ben risaputo da tutti i tecnici sportivi esperti e competenti, che questo strumento ormai ben conosciuto da decenni nel settore, applicato alle le più ambite applicazioni in campo estetico, dimagrante o di miglioramento della qualità specifica, si possono trovare solo se associate a gesti dinamici, atletici sportivi veri e propri,  cinematici e di una certa qualità di esecuzione, con stimolazione articolare a pieno R.O.M.(Range of Motion – Arco di Movimento) , contrazione concentrica/eccentrica pre/post stimolo, distrettuale.

Secondo il mondo scientifico, soprattutto in seguito alla recente elevata diffusione in campo estetico e pseudo-sportivo con finalità addirittura sostitutive alla motricità sportiva, ne suggerisce la seguente interpretazione e gestione:

Bosco: “l’allenamento mediante l’elettrostimolazione è da sconsigliare in atleti sani, ma tuttavia potrebbe essere utilizzato nelle prime fasi di un protocollo riabilitativo”.

Conclusioni:

L’elettrostimolazione può essere quindi una strategia a favore alcuni fronti, del recupero e della ripresa articolare e muscolare post traumatica e/o da deficit funzionale ed estetico ma il soggetto sano dovrebbe prediligere l’attività motoria, biomeccanicamente e fisiologicamente naturale ai fini delle performance, della salute e del dimagramento.

David Bertoli – Master Personal Trainer, Lifestyle & Wellness Coach, Nutritional Sport Consultant, Health Coach, Performance & Sport Consultant.

Bibliografia

Autori vari, “Fitness-la guida completa”, Edizioni club Leonardo-Milano 2004;

C.Bosco “La forza muscolare. Aspetti fisiologici ed applicazioni pratiche”, Società Stampa Sportiva-Roma 1997,

SdS, anno XIX, 50: 44-54, 2000 Allenamento della forza ed elettrostimolazione;

di Gian Nicola Bisciotti Ph D., Jean Marcel Sagnol Ph D, Giuseppe Trucchi, Italo Sannicandro;

Review-Paillard T. Combined application of neuromuscular electrical stimulation and voluntary muscular contractions, Sports Med. 2008;38:161-77;

Review- Dehail P, Duclos C, Barat M., Electrical stimulation and muscle strengthening, Ann Readapt Med Phys. 2008 Jul;51:441-51. Epub 2008 Jun 18;

Review-Paillard TNoé FPasselergue PDupui P., Electrical stimulation superimposed on to voluntary muscular contraction, Sports Med. 2005;35(11):951-66;

Review- Liu XWang JDai K,. Research advance of treatment of peripheral nerve injury with neuromuscular electric stimulation, Zhongguo Xiu Fu Chong Jian Wai Ke Za Zhi. 2010 May;24(5):622-7;

Review- Lake DA., Neuromuscular electrical stimulation. An overview and its application in the treatment of sports injuries, Sports Med. 1992 May;13(5):320-36;

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