Lo Stress, le sue fasi e un consapevole equilibrio tra Eustress e Distress

Siamo soliti pensare e rappresentare lo Stress come un’entità unica e di valenza prevalentemente negativa.

In realtà il concetto di Stress è relativamente sfaccettato ed è caratterizzato da più aspetti e momenti con differenti intensità, sensazioni e risposte associate.

LO STRESS, definizione:

“una estrema reazione adattativa e difensiva dell’organismo, in un momento di grave difficoltà (psicofisica e/o ambientale) nel quale tutte le risorse devono essere mobilitate in funzione della sopravvivenza”. (Doyle 1930)

LE TRE FASI DELLO STRESS

Fase 1: COMBATTI O FUGGI

Mediata da Catecolamine (Adrenalina, Noradrenalina, …)

Cosa accade:

– aumento della pressione sanguigna;

– aumentato afflusso di sangue a muscoli e cervello e diminuzione agli organi interni;

– aumento del ritmo del respiro e produzione di sudore;

– mobilitazione delle scorte energetiche e incremento della glicemia.

Nota: in natura seguiremmo l’istinto di Combatti o Fuggi come prima reazione a situazioni stressanti.

Pensate a quello che può accadere al nostro organismo (prev. cuore) quando per condizioni di socialità (relazioni pubbliche e di lavoro) non possiamo dare fisicamente sfogo ad una tale miscela endogena di sostanze attivatrici e stimolanti.

Fase 2 : RESISTENZA

Mediata dai Glucocorticoidi – (ACTH – CRH – Cortisolo)

Permette di :

– continuare a combattere la causa dello stress;

– adeguarsi alla nuova situazione emotiva;

– combattere gli stati infiammatori;

– resistere alle carenze di apporti nutritivi;

– attivazione delle condizioni cataboliche.

Fase 3 : ESAURIMENTO E CEDIMENTO

Avviene quando la Fase di Resistenza si protrae, a volte con picchi di Fase 1 associati, e non ci sono le condizioni di riposo o i canali di veicolo e scarico per farla fluire o regredire.

Porta a:

– Insorgenza di malattie da esaurimento

Allergie , angina, artrite reumatoide, asma, cefalea, colon irritabile, colite ulcerosa, depressione, diabete II, turbe mestruali, cancro.

– Insorgenza di malattie conseguenza della prolungata stimolazione corticosurrenalica:

immunodepressione, atrofia del timo e del tessuto linfoifde, catabolismo muscolare, ipertensione, patologie autoimmuni, cardiopatie, ulcera.

Inoltre esistono inoltre vari tipi di stress che possono avere effetti positivi e adattativi o negativi e degenerativi.

LE DUE DISTINZIONI DELLO STRESS

EUSTRESS, LO STRESS FISIOLOGICO

Positivo e adattativo, soprattutto se ben gestito.

lo Stress Fisiologico e’ la reazione dell’individuo alle condizioni ed agli eventi che ogni giorno deve affrontare.

E’ una situazione complessa che attiva reazioni emozionali, neurologiche, ormonali e immunologiche.

Determina una risposta reversibile e quantitativamente non eccessiva (ad esempio lo stress per uno sforzo fisico o lavorativo adeguato), se rimane entro certi equilibri.

DISTERSS, LO STRESS PATOLOGICO

Negativo e degenerativo, soprattutto se mal gestito e protratto.

Lo stress Patologico rappresenta la perdita di un equilibrio e l’incapacità di adattarsi alle sollecitazioni, sia perché queste sono eccessive, sia perché l’organismo è inadeguato a rispondere a queste.

Determina una risposta quantitativamente eccessiva, prolungata nel tempo e spesso, irreversibile, (ad esempio lo stress dovuto ad uno sforzo fisico o lavorativo, anche di concetto,  prolungato ed eccessivo in condizioni psicofisiche non ottimali ).

QUINDI

Possiamo a questo punto asserire che tutte le condizioni che ci toccano possono potenzialmente rientrare negli agenti di condizione stressante sia fisiologica che patologica, sotto tutta quella gamma di situazioni che ci interessano da vicino quotidianamente e che possono avare un impatto diverso su ognuno di noi in base a frequenza, durata e intensità della loro somministrazione.

Anche quanto riusciamo o non riusciamo quindi sottrarci e a bilanciare queste condizioni ne può cambiare la funzione e l’effetto sulla nostra condizione psico-fisica.

MA LA VOSTRA BILANCIA DELLO STRESS DOVE PENDE?

Facciamo una apparentemente banale valutazione, senza alcun valore scientifico, ma sicuramente interessante e di necessaria presa di coscienza del carico di stress positivo o negativo quotidiano al quale siamo sottoposti:

– Prendiamo un foglio e dividiamolo in due con una riga verticale;

– Nella colonna in alto a sinistra scriviamo Eustress (Positivo);

– Nella colonna in alto a destra scriviamo Distress (Negativo);

– Ora incominciamo ad inserire tutte quelle condizioni della giornata che ci fanno stare bene (anche spaccare pietre se vi appaga positivamente) nella colonna di sinistra quindi con valenza positiva;

– Proseguiamo scrivendo tutte quelle condizioni che ci fanno stare male, a disagio, nervosi, sotto pressione, con valenza quindi negativa;

– Ora andiamo a stimare il valore di quanto tempo (in ore) passiamo sotto l’influenza di ogni condizione, sia di Eustress che di Distress;

– Al termine traiamo le somme e andiamo a valutare quanto siamo in Eustress e quanto in Distress durante l’arco della giornata;

– Vi auguro che l’Eustress governi al vostra quotidianità, in ogni caso cercate di portare questo valore più in alto possibile rispetto al negativo Distress;

– Ricordate che ogni situazione che ci coinvolge può avere valenza positiva o negativa, condizione che può anche mutare e variare nel tempo, e che ognuno di noi ha una propria capacità di gestione degli stressor.

Mi verrebbe da dire inoltre attenzione soprattutto a chi si sente instancabile e tenete comunque conto di questo importante equilibrio.

LA TERZA FORZA CHE AGISCE SULL’AGO DELLA BILANCIA

Fate in modo che la terza forza che agisce sull’ago della bilancia siate voi, perché per gran misura lo siete. E’ così.

UN CONSIGLIO

Ripetete periodicamente (ogni 2 mesi), confrontate con i dati precedenti, e muovete quell’ago a vostro favore!

UNA NOTA:

“L’attività fisica sportiva è un canale socialmente accettato di veicolo dello stress, delle pulsioni e dell’aggressività”. (DSM-IV)

David Bertoli,

Personal trainer a Faenza.

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