SINDROME DEL COLON IRRITABILE, CARATTERISTICHE E SUGGERIMENTI

SINDROME DEL COLON IRRITABILE, CARATTERISTICHE E SUGGERIMENTI

David Bertoli – Master Personal Trainer, Lifestyle & Wellness Coach, Nutritional Sport Consultant, Health Coach, Performance & Sport Consultant.

Tale quadro patologico (sindrome) viene definito in base ad alcuni sintomi caratteristici definiti Criteri di Manning: 

1. dolore o fastidio addominale attenuato dalla defecazione o associato alla frequenza dei cambiamenti dell’alvo o della consistenza delle feci.

2. distensione addominale.

3. sensazione di evacuazione incompleta. 

3. presenza di muco nelle feci.

La diagnosi di colon irritabile può tuttavia essere posta anche in pazienti che presentano dolore addominale in assenza di alterazioni dell’alvo o viceversa che presentano alterazioni dell’alvo in assenza di dolore addominale. Oltre alle alterazioni dell’alvo possono essere riferiti come sintomi di accompagnamento turbe dispeptiche riferibili alle vie digestive superiori quali dolore retrosternale di origine non cardiaca, alitosi, pirosi, disfagia. Possono essere riferiti anche sintomi non riferibili all’apparato gastroenterico quali astenia, disturbi a carico dell’apparato urinario, disturbi ginecologici. 

La Sindrome del Colon Irritabile può essere coinvolta nell’aumento delle malattie allergiche, immunitarie, degenerative, infiammatorie e neoplastiche.
Alcune stime suggeriscono che il 10% della popolazione soffra o abbia sofferto della sindrome del colon irritabile e che in un anno a 200 persone su 100,000 venga diagnosticata tale sindrome (Choung et al, 2011). Fattori predisponenti sono la giovane età, il sesso femminile e familiarità per stipsi, predisposizione alla diverticolosi del colon (Ubaldi, 2001). Altri fattori scatenanti sono fattori infettivi, intolleranza al lattosio; alterazioni della microflora intestinale conseguenti all’uso inappropriato di farmaci; abuso di lassativi catartici. 

PATOGENESI 

Le cause predisponenti l’insorgenza della sindrome vengono riferite a: 

1. fattori di ordine dietetico: eccesso di alimenti contenenti teobromina o caffeina, carenza di fibre nella dieta ed eccesso di zuccheri semplici. Questi ultimi possono innalzare troppo rapidamente la glicemia e di conseguenza rallentano la peristalsi intestinale in particolare nel duodeno e del digiuno, regioni deputate all’assorbimento del glucosio.

2. fattori di ordine psicologico:
– Teoria “dell’apprendimento”. Alcuni bambini, se esposti cronicamente a situazioni stressanti, sviluppano sintomi gastrointestinali.
– Teoria dello stress. Secondo tale teoria la sindrome è una manifestazione di un disturbo correlato all’ansia, alla stanchezza, allo stress e disturbi del sonno. Nei soggetti che soffrono di stress appare indicata la psicoterapia e l’aumento dell’attività fisica. 

3. alterazione dell’ambiente intestinale (teoria dismicrobica): in seguito a fattori ambientali quali lo stress, la sedentarietà, l’alimentazione povera di fibre, si può sviluppare squilibrio fra capacità difensiva dell’ospite e quella aggressiva del saprofita e conseguente alterazione dell’ambiente intestinale (ad esempio eccessiva proliferazione di Candida albicans). Inoltre, batteri della microflora intestinale producono molecole che attivano l’infiammazione. Queste sostanze attraversano la barriera della mucosa intestinale attivando i neutrofili e i macrofagi con produzione di sostanze proinfiammatorie.

TRATTAMENTO 

Il trattamento prevede l’uso delle fibre alimentari (specialmente di quelle idrosolubili), l’eliminazione dei cibi allergizzanti, la riduzione dello stress e l’introduzione di attività fisica regolare.

Inoltre si possono utilizzare integratori che formano gel o mucillagini (guar, pectina, semi di psillium, fibra di avena), capsule di olio di menta piperita provviste di rivestimento enterico, zenzero, antispasmodici e misure che possono ridurre la proliferazione della Candida. 

È opportuno che il paziente ricerchi una regolarità delle funzioni intestinali attraverso la dieta correatta e regolare, masticazione adeguata, evacuazioni sempre alla stessa ora (cercando di sfruttare al massimo il riflesso gastro-colico che è maggiormente presente al mattino).
È opportuno evitare le bevande gassate, il caffè, i superalcolici, il peperoncino rosso, il pepe, l’aglio crudo, il cavolo crudo e cotto, formaggi secchi fermentati. È consigliabile limitare al massimo i latticini di derivazione bovina e, se possibile, utilizzare formaggi molli di derivazione ovina. Occorre preferire la cottura delle carni o del pesce al forno o alla griglia, evitando la cottura con grassi animali. Per condire i cibi si deve preferire l’olio di oliva o di semi di girasole. Occorre assumere almeno un litro e mezzo di acqua oligominerale al giorno. In caso di meteorismo sono consigliati cibi quali carne bianca, pesce bianco, con moderazione prodotti da forno secchi (grissini e fette biscottate), zucca gialla bollita o cotta al forno, finocchio (cotto e crudo), banane, patate bollite, uova.

E’ consigliabile assumere con moderazione mele crude e cotte, verdure bollite e frullate (insalata, bietola e spinaci), melone, ananas, agrumi (spremuti), cioccolato (fondente e amaro). 

In caso di episodi diarroici sono consigliati cibi quali: carne bianca, pesce bianco, prodotti da forno secchi, zucca gialla bollita o cotta al forno, riso molto cotto, banane, patate o carote bollite.
In caso di episodi di stipsi sono consigliati cibi quali: carne bianca, pesce bianco, pasta integrale in minestroni di verdura, zucca gialla bollita o cotta al forno, prugne, bevande a base di tamarindo, patata americana bollita, mele bollite, legumi bolliti. 

Fibre 

È consigliabile seguire una dieta ricca di carboidrati complessi e di fibre. In generale, si ottiene una migliore risposta con fibre diverse da quelle dei cereali in particolare con le fibre idrosolubili come quelle dei vegetali, della frutta, dell’avena, del guar, dello psillium e dei legumi (fagioli, piselli, ecc.). Riguardo i cereali, il grano è quello più frequentemente implicato nelle malattie allergiche e nel malassorbimento, l’uso di fibra di grano è poco indicato per i soggetti che soffrono della sindrome del colon irritabile poiché le allergie alimentari risultano correlate a tale sindrome.

Inoltre, mentre i pazienti che soffrono di costipazione rispondono bene alla fibra di grano, i soggetti con diarrea possono riportare un peggioramento dei sintomi. 

Diminuita tolleranza ai cibi nei soggetti con sindrome del colon irritabile 

Circa due terzi di coloro che soffrono di sindrome del colon irritabile presentano intolleranza ad almeno un cibo e alcuni soggetti presentano più di un’intolleranza.
Gli attuali test per le allergie ai cibi sono utili per determinare le sensibilità ai cibi mediate dal sistema immunitario. Inoltre, poiché la maggioranza delle allergie ai cibi è mediata dalle IgG piuttosto che dai classici anticorpi delle allergie quali le IgE, i test tradizionali per le allergie ad es. scarificazione cutanea e la misura delle IgE-RAST (test radio-allergo- assorbente) sono solitamente indicatori deboli delle intolleranze alimentari.

Un indice migliore è la misura delle IgE/IgG-RAST (gli anticorpi IgG sono coinvolti nella risposta immunitaria secondaria o di “memoria”, a differenza degli anticorpi IgE che mediano le risposte d’ipersensibilità e allergie). 

Il test più sensibile per determinare la diminuita tolleranza ai cibi nei soggetti con sindrome del colon irritabile è la dieta di eliminazione. In questa dieta i cibi più comuni vengono eliminati e sostituiti con cibi ipoallergenici (agnello, pollo, patate, riso, banane, mele e brassicacee). I soggetti adottano questa dieta per un periodo di uno o due mesi e se i sintomi dipendono dalla sensibilità a un certo alimento, essi dovrebbero sparire entro la prima settima della dieta. 

Se i sintomi continuano, si deve adottare una dieta più ristretta. Dopo una settimana di detossificazione gli alimenti vengono reintrodotti. Un secondo incontro con il cibo allergene produrrà sintomi più riconoscibili di quelli riscontrati prima della dieta aiutando a diagnosticare l’alimento allergene. Spesso coloro che soffrono di sindrome del colon irritabile presentano altri sintomi che fanno ipotizzare la presenza di intolleranze ai cibi (palpitazioni, iperventilazione, stanchezza, sudorazione eccessiva, mal di testa). 

INTEGRATORI ALIMENTARI 

Integratori utili nella sindrome del colon irritabile sono: 

– Probiotici 

– Acido folico (ricostituzione della mucosa intestinale) + Vit. B12, Vit. B6 e Vit. B1 (azione modulante l’umore) 

– PUFA (ω-3 e ω-6, con funzione di precursori di prostaglandine antinfiammatorie come olio di semi di lino che contiene anche Vit.E, antiossidante)

– Fonti di fibre solubili (malva e altea come infusi) prima di coricarsi


UTILIZZO DELLA FITOTERAPIA 

Piante utili da sole o in combinazione nelle sindrome del colon irritabile sono:

– La camomilla (Matricaria chamomilla) 

– Il rosmarino (Rosmarinus officinalis) 

– La menta piperita (Mentha x piperita) 

– La melissa (Melissa officinalis)  

– Il tiglio (Tilia cordata) 

– Lo Zenzero (Zingiber officinale)  

– La Curcuma (Curcuma longa L. con azione antinfiammatoria.

Queste erbe vengono indicate come antispasmodici intestinali, carminativi, stomachici (favoriscono la digestione stimolando la funzionalità gastrica) e antidolorifici.

BIBLIOGRAFIA 

Harrison – Principi di Medicina Interna

Choung RS, Locke GR 3rd. (2011) Epidemiology of IBS. Gastroenterol Clin North Am 40:1-10 

Ubaldi E. (2001) Studio 41 (intestino irritabile in Italia). VI Congresso Regionale S.I.M.G. Regione Lombardia. 

David Bertoli – Master Personal Trainer, Lifestyle & Wellness Coach, Nutritional Sport Consultant, Health Coach, Performance & Sport Consultant.